venerdì 15 novembre 2013

Dall'Eden al Microchip


Continuando nel tentativo di fare un "reset"di tutti i modelli di pensiero "strutturali" della nostra cultura  o che dir si voglia "idee-programmi-applicazioni"" vado a riflettere sull'idea, fortemente radicata nel sistema di interpretazione umana, di "evoluzione"

La comune convinzione vuole la razza umana sfrontatamente fortunata poichè è riuscita a percorrere  (grazie alla  mostruosa intelligenza che la contraddistingue) tutti i passaggi necessari per passare  da una condizione selvatica/animalesca/primitiva/istintiva/rozza a una civilizzata/avanzata/moderna/progredita.

Tuttavia questo modo d'interpretare la storia dell'umanità non mi convince.
 Proprio per niente.

Mi informo sull'etimologia delle parole "evolvere" e "evoluzione" e scopro che derivano dal latino evolutio ( derivazione di evolvĕre, ossia "srotolare un papiro per poi leggerlo".   Tale termine è poi passato a indicare, sempre nel latino, nell'ambito militare, il movimento di truppe o veicoli, nel cambiare ordinamento e formazione iniziale in battaglia o in esercitazione.

 Chiariamoci le idee ipotizzando una truppa di soldati  che abbia una formazione fatta in questo modo    O1O

Il comandante dà l'ordine di "evolvere" tale  formazione secondo uno schema differente
che potrebbe essere ad esempio questo OO1

Questo semplicissimo ed elementare  movimento degli elementi che compongono la formazione è stata una "EVOLUZIONE".
Ma c'è di più. Per i latini "evolvere" significava "svolgere" inteso quale contrario di "avvolgere" ad esempio : prendere un rotolo di papiro e svolgerlo/evolverlo/srotolarlo per poterlo leggere.

Nessun nesso con il significato che convenzionalmente abbiamo attribuito al termine evoluzione il quale è stato  esteso dall'idea di "trasformazione" a quella di "progresso" inteso come un passaggio che va da un sistema più semplice  a uno sempre più complesso attraverso un progressivo aggiungersi di elementi esterni.
Cercando di creare un immagine dell'idea di evoluzione, propria dell'accezione più comune, sembrerebbe che sia intesa come un "portare dentro" (al sistema),  da fuori, quasi come un'accumulazione, qualsiasi strumento/conoscenza che possa essere utile ( scoperte scientifiche, tecnologia, conoscenza, apprendimento ecc. ecc.). Il processo è quello di un aggiungere continuo e successivo, senza interruzione.

Ma pensiamo, per un'attimo, all'"evoluzione" del rotolo di papiro. Con questo gesto si compie esattamente l'azione contraria. Si porta, cioè, fuori ciò che sta dentro ( si porta alla luce attraverso l'"evoluzione" ciò  che è nascosto tra le pieghe del papiro).

Mi convince l'idea che l'"evoluzione" sia un portare fuori ciò che si trova già all'interno eliminando in maniera progressiva o nell'immediato, gli strati, più o meno numerosi, più o meno spessi di condizionamenti  aggiunti dall'esterno, nelle forme e secondo gli obiettivi del controllo, creati apposta per nasconderci ciò che dentro è sepolto da strati e strati di illusioni ottiche e finzioni.

E ancora mi convince l'idea che "evoluzione" sia un disporre in maniera sempre nuova e creativa gli elementi fondamentali degli esseri umani ( quelli scoperti con lo srotolamento del papiro) in modo tale da creare mondi e realtà sempre differenti.

Sicuramente ci sono molti aspetti da approfondire…..







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